Incaricata per la TRATTA
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Comboniane
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IL FENOMENO TRATTA

La “tratta di persone” include il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, il dare alloggio o il ricevere presone, mediante la minaccia, l’uso della forza o di altre forme di coercizione, il rapimento, la frode, il raggiro, l’abuso di potere o di una posizione di vulnerabilità, mediante il dare e il ricevere pagamenti o benefici per avere il consenso di persone che hanno il controllo su altre persone, ai fini dello sfruttamento.

CHE COS'E' IL FENOMENO TRATTA

 

La definizione della tratta internazionalmente riconosciuta si trova nel Protocollo delle Nazioni Unite per prevenire, reprimere e combattere la tratta delle persone, soprattutto delle donne e dei bambini, in aggiunta alla Convenzione contro il crimine organizzato transnazionale. All'articolo 3 è scritto:

La “tratta di persone” include il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, il dare alloggio o il ricevere presone, mediante la minaccia, l’uso della forza o di altre forme di coercizione, il rapimento, la frode, il raggiro, l’abuso di potere o di una posizione di vulnerabilità, mediante il dare e il ricevere pagamenti o benefici per avere il consenso di persone che hanno il controllo su altre persone, ai fini dello sfruttamento.
Per sfruttamento si intende, come minimo, lo sfruttamento della prostituzione, o di altre forme di sfruttamento sessuale, il lavoro o servizi forzati, la schiavitù, o pratiche simili alla schiavitù, la servitù o il prelievo di organi.
Il consenso di una vittima della tratta delle persone allo sfruttamento, secondo i modi esposti nel sottoparagrafo (1) di questo articolo, è irrilevante dove sia stato impiegato uno qualsiasi dei mezzi esposti nel sottoparagrafo (1).
Il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, il dare alloggio o il ricevere un minore ai fini dello sfruttamento sono considerati ‘tratta delle persone’ anche se non richiedono alcuno dei mezzi esposti nel sottoparagrafo (a) di questo articolo.
Per ‘minore’ si intende qualsiasi persona di età inferiore ai diciotto anni.”
Tutte le vittime della tratta delle persone sono protette, non solo quelle che possono provare di essere state costrette (art. 3a e 3b).
La definizione garantisce che la vittima non debba sostenere l’onere della prova (art.3b)
Il consenso della vittima della tratta è irrilevante (art. 3b)

La definizione fornisce una rassegna completa dei mezzi di attuazione della tratta, compresi la forza, la coercizione, il rapimento, il raggiro o l’abuso di potere, ma anche mezzi meno espliciti come l’abuso della vulnerabilità della vittima (art. 3a)
Lo sfruttamento della prostituzione e la tratta non possono essere separati. Il Protocollo riconosce che gran parte della tratta ha per scopo la prostituzione o altre forme di sfruttamento sessuale (art. 3a) La definizione afferma che non è necessario che la vittima attraversi un confine, quindi le vittime sono anche coloro che sono trafficate all’interno del loro paese per la prostituzione o il lavoro forzato in patria.L’elemento chiave della tratta è quindi la finalità dello sfruttamento, non lo spostamento da un paese all’alto. (art. 3a)
Il Protocollo è il primo strumento delle Nazioni Unite rivolto alla prevenzione, quindi anche ai fattori che determinano la domanda, che è tra le principali cause della tratta di donne, bambini e uomini. Il Protocollo di Palermo fa appello a tutte le nazioni affinché prendano provvedimenti, legislativi e in altri campi, o li rafforzino, per scoraggiare questa domanda che alimenta tutte le forme di sfruttamento, soprattutto delle donne e dei bambini (art. 9.5)

 

PER APPROFONDIRE

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SENSIBILIZZA

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QUELLO CHE FACCIAMO

 

VEGLIA DI PREGHIERA E DI RIFLESSIONE 8 FEBBRAIO 2020

PRESENZA AL VILLAGGIO DELLA TERRA

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PRESENZA SETTIMANALE AD UN CAS

(CENTRO ACCOGLIENZA STRAORDINARIA)

TESTIMONANZE NELLE SCUOLE - CONVEGNI SULLA VITA CONSACRATA...

VIDEO INTERVISTE

Intervista SOUL

Marcia INSIEME CONTRO LA TRATTA 2019

Monica Mondo a Soul Speciale Festival Missionario incontra Gabriella Bottani, missionaria comboniana,, responsabile di un progetto delle Superiori generali di tutto il mondo, per lottare contro la tratta dei nuovi schiavi, soprattutto donne, e bambini, vittime della prostituzione. Talitha Kum, il suo nome, ed è l’invito rivolto da Gesù alla bambina strappata alla morte: “Alzati!”. Cioè, ritorna alla vita. E’ un progetto coraggioso, e notevole che parta dalle suore, oltre mille solo in Italia, e in rete con altre migliaia in tutto il mondo. Suore che lavorano con gente di bona volontà in tante realtà missionarie e delle nostre strade, gente anche di altre religioni, impegnate nella difesa dei diritti elementari, per scardinare non solo la tratta criminale, ma anche una mentalità, per cui la schiavitù è ancora considerata inevitabile, ineludibile.​

V Giornata Mondiale di Preghiera contro la Tratta, Angelus 10 Febbraio 2019​

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